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    LE PRINCIPALI MODIFICHE E INTEGRAZIONI APPORTATE DAL D. 229/2017 AL CODICE DELLA NAUTICA – AD USO DEGLI ISPETTORI UDICER

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    Materiale didattico (link)

    Più  di  250  pagine  di  gazzette  ufficiali,  per  fermarci  agli  articolati  principali,  a  cui  si  devono  sommare altre leggi e decreti d’interesse nautico,  circolari  ministeriali,  note  d’intervento  delle varie Amministrazioni pubbliche, dispositivi di modifica e integrazione, ordinanze e molti altri atti giuridici ancora, sparsi “a macchia di leopardo” nel nostro ordinamento.

    L’obiettivo  di  offrire  una  visione  organica  e  d’insieme  della  normativa  nautica,  ha  motivato  la  realizzazione  di  questa  pubblicazione  che,  sebbene  non  possa  oggettivamente  riassumere  in  un unico registro la miriade di leggi e articoli di riferimento che s’intersecano tra loro, fornisce almeno il  vantaggio  di  una  più  rapida,  facile  e  coerente  lettura  delle  disposizioni  giuridiche  di  base  del  settore diporto. 

    Con  l’emanazione  del  decreto  legislativo  11  gennaio  2016,  n.5,  che  dà attuazione alla nuova  direttiva  nautica  2013/53/UE,  la  quale  abroga  la  direttiva  94/25/CE‐2003/44/CE,  cui  ha  fatto seguito il decreto legislativo 3 novembre 2018, n. 229 di revisione del Codice della Nautica (D.L.vo 171/2005)  la  situazione  normativa  nazionale  nel  settore  diporto,  già  non  priva  di  elementi  di  criticità, offre ora un quadro d’insieme poco lineare e decisamente frammentato, che si espone a una  rilevante  difficoltà  di lettura e immediatezza espositiva,  anche  per  la  presenza  di  frequenti  rimpalli tra diversi e concorrenti testi di legge. 

    A costituire l’attuale corpus normativo nautico, citando solo le principali leggi, sono:

    ‐  il  decreto  legislativo  18  luglio  2005,  n.  171,  cioè il  Codice della Nautica (previsto dal decreto  172/2003),  il  cui  articolato  risulta  modificato  e  abrogato  in  molte  parti,  ma  che  rappresenta sempre la “legge base” sulla nautica da diporto.

    ‐ il decreto legislativo 11 gennaio 2016, n 5, che è lo strumento di attuazione della nuova direttiva 2013/53/UE,  che  abroga  la  direttiva  94/25/CE‐2003/44/CE 

    e  che  modifica  sia  il  Codice  della  Nautica sia il suo Regolamento di attuazione;

    ‐ il decreto ministeriale 29 luglio 2008, n. 146, cioè il Regolamento di attuazione del Codice della Nautica, testo amministrativo e sulla sicurezza della navigazione, modificato dal D. L.vo 5/2016 e integrato, per la  parte  relativa ai  programmi d’esame per la  patente  nautica,  dal  decreto  ministeriale del 4 ottobre 2013.

    Infine:

    ‐  il  decreto  legislativo  3  novembre  2017,  n.  229  che  modifica  sia  il  decreto  171  (Il  Codice  della  nautica) sia il decreto 5/2016 sia il decreto 146/2008.

    Il Codice della Nautica
    DECRETO LEGISLATIVO 18 luglio 2005, n. 171
    Art. 1. Finalità e ambito di applicazione
    Art. 2. Unità da diporto utilizzata a fini commerciali
    Art. 3. Definizioni
    Artt. da 4 a 13 abrogati
    Art. 14. Rinvio
    Art. 15. Iscrizione
    15‐bis. Iscrizione di navi da diporto
    15‐ter. Iscrizione delle navi destinate esclusivamente al noleggio per finalità turistiche
    Art. 16. Iscrizione di unità da diporto utilizzate a titolo di locazione finanziaria
    Art. 17. Disposizioni per la pubblicità degli atti relativi alle unità da diporto
    Art. 18. Iscrizione di unità da diporto da parte di cittadini stranieri o residenti all’estero
    Art. 19. Iscrizione di imbarcazioni da diporto
    Art. 20. Iscrizione provvisoria di navi e imbarcazioni da diporto
    Art. 21. Cancellazione dall’Archivio telematico centrale delle unità da diporto (ATCN)
    Art. 22. Documenti di navigazione e tipi di navigazione
    Art. 23. Licenza di navigazione
    Art. 24. Rinnovo della licenza di navigazione
    24‐bis. Dichiarazione di armatore
    Art. 25. Bandiera nazionale e numeri di individuazione dell’unità
    Art. 26. Certificato di sicurezza e certificato di idoneità al noleggio
    26‐bis Controlli di sicurezza della navigazione da diporto in mare
    Art. 27. Natanti da diporto
    Art. 28. Potenza dei motori
    Art. 29. Apparati ricetrasmittenti di bordo e dotazioni di sicurezza
    Art. 30. Manifestazioni sportive
    Art. 31. Navigazione temporanea
    Art. 32. Autorizzazione alla navigazione temporanea

    Art. 33. abrogato
    Art. 34. Numero massimo delle persone trasportabili sulle unità da diporto
    Art. 35. Numero minimo dei componenti dell’equipaggio delle unità da diporto
    Art. 36. Servizi di bordo delle navi e delle imbarcazioni da diporto
    36‐bis. Titoli professionali del diporto
    Art. 37. Servizi di bordo delle imbarcazioni e delle navi da diporto adibite a noleggio
    Art. 38. Ruolino di equipaggio
    Art. 39. Patente nautica
    39‐bis. Anagrafe nazionale delle patenti nautiche
    Art. 40. Responsabilità civile
    Art. 41. Assicurazione obbligatoria
    Art. 42. Locazione e forma del contratto
    Art. 43. Scadenza del contratto
    Art. 45. Obblighi del locatore
    Art. 46. Obblighi del conduttore
    Art. 47. Noleggio di unità da diporto
    Art. 48. Obblighi del noleggiante
    Art. 49. Obblighi del noleggiatore
    49‐bis. Noleggio occasionale
    49‐ter. Mediatore del diporto
    49‐quater. Attività del mediatore del diporto
    49‐quinquies. Istruttore di vela
    49‐sexies. Elenco dell’istruttore di vela e condizioni dell’iscrizione
    49‐septies. Scuole nautiche
    49‐octies. Centri di istruzione per la nautica
    49‐nonies. Disciplina del transito delle unità da diporto
    49‐decies. Campi di ormeggio attrezzati
    49‐undecies. Ricovero a secco per piccole imbarcazioni e natanti
    49‐duodecies. Assistenza e traino per imbarcazioni e natanti in mare
    Art. 50. abrogato
    Art. 51. abrogato

    Art. 52. Giornata del mare e cultura marina
    Art. 53. Violazioni commesse con unità da diporto
    53‐bis. Conduzione di unità da diporto sotto l’influenza dell’alcool
    53‐ter. Conduzione di unità da diporto sotto l’influenza dell’alcool per soggetti di età inferiore a
    ventuno anni e per coloro che conducono un’unità da diporto utilizzata a fini commerciali
    53‐quater. Conduzione di unità da diporto in stato di alterazione psicofisica per uso di sostanze
    stupefacenti o psicotrope
    53‐quinquies. Sospensione della licenza di navigazione e ritiro della dichiarazione di potenza
    Art. 54. Abusivo utilizzo della autorizzazione alla navigazione temporanea
    Art. 55. Esercizio abusivo delle attività commerciali con unità da diporto
    55‐bis. Sanzioni per danno ambientale
    Art. 56. abrogato
    Art. 57. Rapporto delle violazioni
    57‐bis. Vendita e somministrazione di bevande alcoliche. Inquinamento acustico
    57‐ter. Disposizioni procedurali e pagamento in misura ridotta
    Art. 58. Durata dei procedimenti
    Art. 59. Arrivi e partenze delle unità da diporto e delle navi di cui all’articolo 3 della legge 8 luglio 2003,
    n. 172
    Art. 60. Denuncia di evento straordinario
    Art. 61. Disposizioni in materia di sinistri e inchieste formali
    Art. 62. Iscrizione di unità da diporto destinate esclusivamente alla navigazione nelle acque interne
    Art. 63. Tariffe per prestazioni e servizi
    Art. 64. Diritti di ammissione agli esami per il conseguimento delle patenti nautiche
    Art. 65. Regolamento di attuazione
    Art. 66. Disposizioni abrogative
    Art. 67. Disposizioni transitorie e finali

    Art. 1. Finalità e ambito di applicazione

    1. Le disposizioni del presente codice si applicano alla navigazione da diporto esercitata, per fini esclusivamente lusori o anche commerciali, mediante le unità di cui all’articolo 3 del presente codice, nonché alle navi di cui all’articolo 3 della legge 8 luglio 2003, n. 172. 1‐bis. … omissis…

    2. Ai fini del presente codice si intende per navigazione da diporto quella effettuata in acque marittime ed interne a scopi sportivi o ricreativi e senza fine di lucro, nonché quella esercitata a scopi commerciali, anche mediante le navi di cui all’articolo 3 della legge 8 luglio 2003, n. 172, ferma restando la disciplina ivi prevista.

    3. Per quanto non previsto dal presente codice, in materia di navigazione da diporto si applicano le leggi, i regolamenti e gli usi di riferimento ovvero, in mancanza, le disposizioni del codice della navigazione, approvato con regio decreto 30 marzo 1942, n. 327, e le relative norme attuative*. Ai fini dell’applicazione delle norme del codice della navigazione, le imbarcazioni da diporto sono equiparate alle navi ed ai galleggianti di stazza lorda non superiore alle dieci tonnellate, se a propulsione meccanica, ed alle venticinque tonnellate, in ogni altro caso, anche se l’imbarcazione supera detta stazza, fino al limite di ventiquattro metri.

    *SI MANTIENE OPERATIVO IL CODICE DELLA NAVIGAZIONE

    Art. 2. Unità da diporto utilizzata a fini commerciali

    1. L’unità da diporto è utilizzata a fini commerciali quando:
    a) è oggetto di contratti di locazione e di noleggio;
    b) è utilizzata per l’insegnamento professionale della navigazione da diporto;
    c) è utilizzata da centri di immersione e di addestramento subacqueo come unità di appoggio per i praticanti immersioni subacquee a scopo sportivo o ricreativo.
    c‐bis) è utilizzata per assistenza all’ormeggio delle unità di cui all’art. 3 nell’ambito delle strutture dedicate alla nautica da diporto;
    c‐ter) è utilizzata per l’attività di assistenza e di traino delle unità di cui all’art. *

    (*SI TRATTA DI UNA NUOVA CLASSIFICAZIONE)

    3. 2. … omissis…

    2‐bis … omissis

    3. Qualora le attività di cui al comma 1 siano svolte stabilmente in Italia con unità da diporto battenti bandiera di uno dei Paesi dell’Unione europea o extraeuropei, l’esercente presenta allo Sportello telematico del diportista (STED) una dichiarazione contenente le caratteristiche dell’unità, il titolo che attribuisce* la disponibilità della stessa, nonché gli estremi della polizza assicurativa a garanzia delle persone imbarcate e di responsabilità civile verso terzi e della certificazione di sicurezza in possesso. Copia della dichiarazione, validata dall’Ufficio di conservatoria centrale delle unità da diporto (UCON) per il tramite dello Sportello telematico del diportista (STED), deve essere mantenuta a bordo.
    (*NON OPERATIVO: VALGONO LE DISPOSIZIONI PREVIGENTI)

    4. … omissis…

    Art. 3. Definizioni

    1. Le costruzioni destinate alla navigazione da diporto sono denominate:
    a) unità da diporto: si intende ogni costruzione di qualunque tipo e con qualunque mezzo di propulsione destinata alla navigazione da diporto;
    b) unità utilizzata a fini commerciali ‐ commercial yacht: si intende ogni unità di cui all’articolo 2 del presente codice, nonché le navi di cui all’articolo 3 della legge 8 luglio 2003, n. 172;
    c) nave da diporto maggiore*: si intende ogni unità con scafo di lunghezza superiore a ventiquattro metri, misurata secondo la norma armonizzata UNI/EN/ISO/8666, e di stazza superiore alle 500 gross tonnage, di seguito GT, ovvero a 600 tonnellate di stazza lorda, di seguito TSL;
    d) nave da diporto minore*: si intende ogni unità con scafo di lunghezza superiore a ventiquattro metri, misurata secondo la norma armonizzata UNI/EN/ISO/8666, e di stazza fino a 500 GT ovvero a 600 TSL, escluse le unità di cui alla lettera e);
    e) nave da diporto minore storica: si intende ogni unità con scafo di lunghezza superiore a ventiquattro metri, misurata secondo la norma armonizzata UNI/EN/ISO/8666, e di stazza fino a 120 GT ovvero 100 TSL, costruita in data anteriore al 1° gennaio 1967;
    *(NUOVA CLASSIFICAZIONE DELLE NAVI DA DIPORTO)

    f) imbarcazione da diporto: si intende ogni unità con scafo di lunghezza superiore a dieci metri e fino a ventiquattro metri, misurata secondo la norma armonizzata UNI/EN/ISO/8666;
    g) natante da diporto: si intende ogni unità a remi ovvero con scafo di lunghezza pari o inferiore a dieci metri, misurata secondo la norma armonizzata di cui alla lettera
    c), con esclusione delle moto d’acqua;
    h) moto d’acqua: si intende ogni unità da diporto con lunghezza dello scafo inferiore a quattro metri, che utilizza un motore di propulsione con una pompa a getto d’acqua come fonte primaria di propulsione e destinata a essere azionata da una o più persone sedute, in piedi o inginocchiate sullo scafo, anziché al suo interno.

    …OMISSIS…
     
    Art. 19. Iscrizione di imbarcazioni da diporto

    1. Per ottenere l’iscrizione nell’Archivio telematico centrale delle unità da diporto (ATCN), il proprietario o l’utilizzatore dell’imbarcazione da diporto in locazione finanziaria, in nome e per conto del proprietario, munito di procura con sottoscrizione autenticata, presenta alto Sportello telematico del diportista (STED) il titolo di proprietà e la dichiarazione di conformità UE, rilasciata ai sensi dell’allegato XIV del decreto legislativo 11 gennaio 2016, n. 5, da uno dei soggetti indicati nell’articolo 14, comma 3, del medesimo decreto, nonché la dichiarazione di potenza del motore o dei motori installati a bordo. Per le unità da diporto non munite di marcatura CE la predetta documentazione tecnica è sostituita da un’attestazione di idoneità rilasciata da un organismo tecnico notificato ai sensi del decreto legislativo 11 gennaio 2016, n. 5, ovvero autorizzato ai sensi del decreto legislativo 14 giugno 2011, n. 104. 2. Per le unità provenienti da uno Stato membro dell’Unione europea, munite di marcatura CE, ai documenti indicati al comma 1 è aggiunto il certificato di cancellazione dal registro ove l’unità era iscritta che, se riportante i dati tecnici, sostituisce la documentazione tecnica di cui al comma 1.

    Qualora la legislazione del Paese di provenienza dell’unità da diporto non preveda l’iscrizione nei registri, il certificato di cancellazione è sostituito da apposita dichiarazione del proprietario dell’unità o del suo legale rappresentante. Per le unità provenienti da uno Stato membro non munite di marcatura CE la documentazione tecnica di cui al comma 1 è sostituita da una attestazione di idoneità rilasciata da un organismo tecnico notificato ai sensi del decreto legislativo 11 gennaio 2016, n. 5, o autorizzato ai sensi del decreto legislativo 14 giugno 2011, n. 104.  

    3. … omissis…

    4. Per l’iscrizione di unità da diporto provenienti da Paesi terzi costruite, immesse in commercio o messe in servizio in uno degli Stati membri dell’area economica europea (AEE) prima del 16 giugno 1998, la documentazione tecnica è sostituita da un’attestazione di idoneità rilasciata da un organismo tecnico notificato ai sensi del decreto legislativo 11 gennaio 2016, n. 5, o autorizzato ai sensi del decreto legislativo 14 giugno 2011, n. 104.

    4‐bis. … omissis…

    …OMISSIS…

    Art. 22.

    Documenti di navigazione e tipi di navigazione

    1. I documenti di navigazione per le navi da diporto, rilasciati dallo
    Sportello telematico del diportista (STED) all’atto dell’iscrizione, sono:
    a. la licenza di navigazione, anche provvisoria, che abilita alla navigazione nelle acque interne e in quelle marittime senza alcun limite;
    b. il certificato di sicurezza, che attesta lo stato di navigabilità.

    2. I documenti di navigazione per le imbarcazioni da diporto, rilasciati dallo

    Sportello telematico del diportista (STED) all’atto dell’iscrizione, sono:

    a) la licenza di navigazione, anche provvisoria, che abilita al tipo di navigazione consentito dalle caratteristiche di costruzione dell’unità, indicate nella dichiarazione di conformità UE, rilasciata ai sensi dell’allegato XIV del decreto legislativo 11 gennaio 2016, n. 5, da uno dei soggetti indicati nell’articolo 14, comma 3, del medesimo decreto ovvero da un’attestazione di idoneità rilasciata da un organismo tecnico notificato ai sensi del decreto legislativo 11 gennaio 2016, n. 5, ovvero autorizzato ai sensi del decreto legislativo 14 giugno 2011, n. 104.

    b. il certificato di sicurezza, che attesta lo stato di navigabilità.

    …OMISSIS…

     Art. 24.

    Rinnovo della licenza di navigazione

    1. La licenza di navigazione è rinnovata in caso di modifiche del tipo e delle caratteristiche principali dello scafo, come definite nell’articolo 3, comma 1, lettera h), del decreto legislativo 11 gennaio 2016, n. 5 e dell’apparato motore, come definite nell’articolo 3, comma 1, lettera g), del medesimo decreto, e del tipo di navigazione autorizzata.

    …OMISSIS…

    Art. 27.Natanti da diporto

    1. I natanti di cui all’articolo 3, comma 1, lettera f), sono esclusi dall’obbligo dell’iscrizione nell’Archivio telematico centrale delle unità da diporto (ATCN), della licenza di navigazione di cui all’articolo 23 e del certificato di sicurezza di cui all’articolo 26.

    2. I natanti da diporto, a richiesta, possono essere iscritti nell’Archivio telematico centrale delle unità da diporto (ATCN) ed in tale caso ne assumono il regime giuridico.

    3. I natanti senza marcatura CE possono navigare:

    a. entro sei miglia dalla costa;

    b. entro dodici miglia dalla costa, se omologati per la navigazione senza alcun limite o se riconosciuti idonei per tale navigazione da un organismo tecnico notificato ai sensi del decreto legislativo 11 gennaio 2016, n. 5, o autorizzato ai sensi del decreto legislativo 14 giugno 2011, n. 104; in tale caso durante la navigazione deve essere tenuta a bordo copia del certificato di omologazione con relativa dichiarazione di conformità ovvero l’attestazione di idoneità rilasciata dal predetto organismo;

    c. entro un miglio dalla costa, i natanti denominati jole, pattini, sandolini, mosconi, pedalò, tavole a vela e natanti a vela con superficie velica non superiore a 4 metri quadrati, canoe, kajak, nonché gli acquascooter o moto d’acqua e mezzi similari.

    4. I natanti provvisti di marcatura CE possono navigare nei limiti stabiliti dalla categoria di progettazione di appartenenza di cui all’allegato I del decreto legislativo 11 gennaio 2016, n 5, e, comunque, entro dodici miglia dalla costa.*

    *È una novità. I natanti marcati CE (anche se di categoria A o B) non possono navigare oltre 12 miglia dalla costa.

    3. Le imbarcazioni da diporto possono essere abilitate ai seguenti tipi di navigazione:

    a. imbarcazioni senza marcatura CE:

    1. senza alcun limite nelle acque marittime ed interne;

    2. fino a sei miglia dalla costa nelle acque marittime e senza alcun limite nelle acque interne;

    b. imbarcazioni con marcatura CE:

    1. senza alcun limite, per la categoria di progettazione A di cui all’allegato II;

    2. con vento fino a forza 8 e onde di altezza significativa fino a quattro metri, mare agitato, per la categoria di progettazione B di cui all’allegato II;

    3. con vento fino a forza 6 e onde di altezza significativa fino a due metri, mare molto mosso, per la categoria di progettazione C di cui all’allegato II;

    4. per la navigazione in acque protette, con vento fino a forza 4 e altezza significativa delle onde fino a 0,3 metri, per la categoria di progettazione D di cui all’allegato II.

    *Per le imbarcazioni marcate CE, ai fini della navigazione, valgono solo le condizioni meteorologiche riferite alla categoria di progettazione.. Nessuna limitazione “geografica”.

    Art. 26.

    Certificato di sicurezza e certificato di idoneità al noleggio

    1. Il certificato di sicurezza per le navi e per le imbarcazioni da diporto attesta lo stato di navigabilità dell’unità e fa parte dei documenti di bordo. Il rilascio, il rinnovo e la convalida del certificato di sicurezza sono disciplinati dal regolamento di attuazione del presente codice.

    1‐bis. Il certificato di idoneità al noleggio attesta lo stato di idoneità dell’unità al noleggio ed è rilasciato dagli uffici circondariali marittimi e dagli uffici della motorizzazione civile*. Il rilascio, il rinnovo e la convalida sono disciplinati dal regolamento di attuazione del presente codice.

    *Sembrerebbe che la Capitaneria di Porto sia esentata dal rilasciare il documento. Sarà necessaria una specifica conferma (o rettifica) da parte del Ministero. 

    5. La navigazione e le modalità di utilizzo dei natanti di cui al comma 3, lettera c), sono disciplinate dalla competente autorità marittima e della navigazione interna.

    6. L’utilizzazione dei natanti da diporto ai fini di locazione o di noleggio per finalità ricreative o per usi turistici di carattere locale, nonché di appoggio alle immersioni subacquee a scopo sportivo o ricreativo è disciplinata, anche per le modalità della loro condotta, con ordinanza della competente autorità marittima o della navigazione interna, d’intesa con gli enti locali. In caso di locazione di natanti da diporto a un soggetto privo della patente nautica, il locatore fornisce per iscritto al conduttore del natante le istruzioni essenziali per il comando dell’unità, redatte secondo lo schema tipo stabilito dal regolamento di attuazione del presente codice. 6 bis. L’utilizzatore dei natanti da diporto utilizzati a fini commerciali di cui all’articolo 2, è obbligato a:
    a) essere in possesso di patente nautica;
    b) imbarcare un numero di persone non superiore a quello che il natante è abilitato a trasportare;
    c) imbarcare, in caso di noleggio, un numero di persone non superiore a dodici;
    d) dolare il natante dei mezzi di salvataggio e delle dotazioni di sicurezza richieste dal regolamento di attuazione del presente codice. 6‐ter. Per l’utilizzatore di natanti da diporto oggetto di contratti di locazione, l’obbligo di cui al comma 6‐bis, lettera a) ricorre nei soli casi previsti dall’articolo 39, commi 1, 3, 4 e 5.

    … OMISSIS …

    Art. 29.
    Apparati ricetrasmittenti di bordo, le dotazioni di sicurezza

    1. Su tutte le unità da diporto con scafo di lunghezza superiore ai ventiquattro metri è fatto obbligo di installare un impianto ricetrasmittente in radiotelefonia, ad onde ettometriche, secondo le norme stabilite dall’autorità competente.

    2. A tutte le unità da diporto con scafo di lunghezza pari o inferiore a ventiquattro metri, che navigano a distanza superiore alle sei miglia dalla costa, è fatto obbligo di essere dotate almeno di un apparato ricetrasmittente ad onde metriche (VHF), anche portatile, secondo le norme stabilite dall’autorità competente.

    …omissis …

    11‐ter. Con il regolamento di attuazione del presente codice sono stabilite per le unità da diporto, incluse le navi di cui all’articolo 3 della legge 8 luglio 2003, n. 172, che navigano nelle acque marittime e interne, le condizioni per il rilascio delle certificazioni di sicurezza e l’individuazione dei mezzi di salvataggio, nonché le dotazioni di sicurezza minime che devono essere tenute a bordo, ivi compresi gli apparati ricetrasmittenti adeguati all’’innovazione tecnologica.*

    *Sembra si stia preparando l’obbligo all’impiego degli apparati radio del sistema GMDSS (DSC). Resta però ancora irrisolta la problematica inerente le difficoltà dei programmi ministeriali per i certificati GMDSS abilitativi.

    … OMISSIS …

    Art 49 duodecies
    Assistenza e traino per imbarcazioni e natanti in mare

    1. Al fine di migliorare le condizioni di sicurezza nella navigazione e di prevenire l’inquinamento in mare, è istituito il servizio di assistenza e traino per le imbarcazioni e natanti da diporto.

    2. Il servizio di cui al comma 1 è svolto da soggetti privati, singoli o associati, dalle cooperative e gruppi ormeggiatori di cui all’articolo 14 della legge 28 gennaio 1994, n. 84, previa sottoscrizione di una polizza assicurativa che copre i rischi derivante dall’attività e comunicazione alla Capitaneria di porto competente per le attività di cui all’articolo 68 del codice della navigazione. La citata comunicazione consente agli operatori di intervenire per l’assistenza alle imbarcazioni da diporto fino alla lunghezza di metri 24.

    3. Nel caso in cui sussista un pericolo attuale o presumibile per l’incolumità delle persone a bordo, o vi è la presenza o la possibilità di un inquinamento, è fatto obbligo anche all’operatore chiamato per l’assistenza di contattare immediatamente l’autorità marittima.

    4. Le attività comprese nell’ambito del servizio di assistenza sono le seguenti:
    a) riparazioni meccaniche, idrauliche ed elettriche, nonché all’attrezzatura velica;

    b) consegna di pezzi di ricambio e forniture di bordo in genere;
    c) interventi di ausilio alla navigazione quali disincaglio, scioglimento delle eliche, riavvio dei motori, ricarica delle batterie;
    d) le altre attività che consentono di risolvere sul posto i problemi tecnici di varia natura che impediscono la normale navigazione.

    5. È consentito il traino fino alla struttura per la nautica da diporto più idonea tecnicamente ad accogliere l’unità nel caso di impossibilità di risolvere il problema sul posto, laddove tale attività non comporta alcun pericolo per la sicurezza della navigazione. E’ fatto obbligo agli operatori di cui al comma 2 di comunicare tempestivamente al rientro presso la struttura per la nautica da diporto individuata le attività di cui ai commi 4 e 5 all’autorità marittima territorialmente competente.

    6. Le spese sostenute per le attività di cui al comma 4, sono interamente a carico dei soggetti richiedenti.

    7. Con il regolamento di attuazione del presente codice sono stabiliti i criteri e le modalità di svolgimento del servizio, i requisiti tecnico professionali degli operatori che svolgono il servizio e i requisiti dell’imbarcazione utilizzata per il servizio.

    Quanto introdotto dall’art. 49 duodecies si scontra con le disposizioni impartite dal Codice della navigazione e dal Diritto internazionale

    … OMISSIS …

    Art. 52
    Giornata del mare e cultura marina
    1. La Repubblica riconosce il giorno 11 aprile di ogni anno quale «Giornata del mare» presso gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, al fine di sviluppare la cultura del mare inteso come risorsa di grande valore culturale, scientifico, ricreativo ed economico,
    2. La Giornata nazionale di cui al comma 1 non determina gli effetti civili di cui alla legge 27 maggio 1949, n. 260.
    3. In occasione della giornata di cui al comma 1 gli istituti scolastici di ogni ordine e grado possono promuovere nell’ambito della propria autonomia e competenza, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, iniziative volte a diffondere la conoscenza del mare.
    4. Per l’attuazione delle iniziative di cui al comma 3, il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, sentiti i Ministri degli esteri e della cooperazione internazionale, dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, delle politiche agricole, alimentari e forestali, delle infrastrutture e dei trasporti, dello sviluppo economico e dei beni e delle attività culturali e del turismo, nonché il Comitato olimpico nazionale italiano, impartisce le opportune direttive.
    5. Al fine di valorizzare il patrimonio culturale, storico, letterario e artistico legato al mare, in particolare ponendo in rilievo il contributo del mare allo sviluppo sociale, economico e culturale del territorio nazionale nonché al fine di preservare le tradizioni marinaresche della comunità italiana, anche all’estero, possono essere organizzate manifestazioni pubbliche,

    cerimonie, incontri, nonché iniziative finalizzate alla costruzione nell’opinione pubblica e nelle giovani generazioni della cultura e conoscenza del mare.
    6. Nel rispetto dell’autonomia delle istituzioni scolastiche e delle prerogative costituzionali delle Regioni, può essere inserito nei piani formativi degli istituti scolastici di ogni ordine e grado l’insegnamento della cultura del mare e dell’educazione marinara. L’insegnamento è impartito dai docenti delle scuole pubbliche e private in possesso di specifiche competenze e da docenti specialistici nel caso in cui non è possibile coprire le ore di insegnamento con i docenti di istituto.
    7. Gli insegnamenti di cui al comma 6 possono essere realizzati tramite specifici progetti formativi con il Corpo delle Capitanerie di porto, Coni, Federazione italiana vela, Lega navale italiana, associazioni nazionali di categoria, nonché attraverso gli istituti tecnici settore tecnologico, indirizzo trasporti e logistica.
    8. Le iniziative previste dal presente articolo sono organizzate nell’ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente e comunque senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

    … OMISSIS …

    Art. 60.
    Denuncia di evento straordinario
    1. Se nel corso della navigazione o durante la sosta in porto si sono verificati eventi straordinari relativi all’unità da diporto o alle persone a bordo, il comandante dell’unità da diporto deve farne denuncia all’autorità marittima o consolare entro tre giorni dall’arrivo in porto con le modalità di cui all’articolo 38 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445.
    2. In caso di eventi che abbiano coinvolto l’incolumità fisica di persone o l’integrità ambientale, il termine di cui al comma 1 è ridotto a ventiquattro ore.
    3. Le autorità di cui al comma 1 procedono, ove sia il caso, ad investigazioni sommarie sui fatti denunciati e sulle loro cause.

    …. OMISSISS …

    Art. 65. Regolamento di attuazione
    1. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con le amministrazioni interessate, adotta, ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo, un decreto ministeriale al fine di disciplinare, secondo criteri di semplificazione dei procedimenti amministrativi, le materie di seguito indicate:
    a) modalità di iscrizione nell’Archivio telematico centrale delle unità da diporto (ATCN) delle navi, delle imbarcazioni da diporto e delle imbarcazioni autocostruite, ivi compresa la disciplina relativa alla iscrizione provvisoria delle imbarcazioni e delle navi da diporto;
    b) procedure relative alla cancellazione delle unità da diporto dall’Archivio telematico centrale delle unità da diporto (ATCN);
    c) disciplina relativa ai casi di perdita di possesso delle unità da diporto;
    d) procedimento per il rilascio e il rinnovo dei documenti delle unità da diporto attraverso il Sistema telematico centrale della nautica da diporto (SISTE);
    e) disciplina del regime amministrativo degli apparati ricetrasmittenti di bordo;
    f) disciplina relativa ai titoli abilitativi per il comando, la condotta e la direzione nautica delle unità da diporto, ivi compresa l’introduzione di nuovi criteri in materia di requisiti fisici per il conseguimento della patente nautica, in particolare per le persone disabili e l’uso obbligatorio di dispositivi elettronici in grado di consentire, in caso di caduta in mare, oltre alla individuazione della persona, la disattivazione del pilota automatico e l’arresto dei motori;
    g) sicurezza della navigazione e delle unità da diporto, ivi comprese quelle impiegate in attività di noleggio o come unità appoggio per le immersioni subacquee a scopo sportivo o ricreativo;
    h) abrogato;
    i) normativa tecnica per i motori a doppia alimentazione, a benzina ed a gas di petrolio liquido;
    l) disciplina relativa alla navigazione temporanea e condizioni di sicurezza da osservare durante la predetta navigazione;
    m) disciplina relativa ai procedimenti amministrativi gestiti attraverso lo Sportello telematico del diportista (STED) e del relativo regolamento di attuazione.

    2. Fino all’entrata in vigore del regolamento di cui al comma 1 si applicano le disposizioni regolamentari vigenti.

    ALCUNI EFFICACI RIASSUNTI

    I moduli della marcatura CE
    Le norme armonizzate

    LA CATENA COMMERCIALE DEL PRODOTTO – Gli operatori commerciali
    FABBRICANTEIl fabbricante è una persona fisica o giuridica che fabbrica un prodotto o lo fa progettare o fabbricare, e lo immette sul mercato apponendovi il proprio nome o marchio. Il fabbricante è responsabile della valutazione della conformità del prodotto ed è soggetto a una serie di obblighi, compresi i requisiti di rintracciabilità. Nell’immettere un prodotto sul mercato dell’Unione le responsabilità di un fabbricante sono le stesse, a prescindere dal fatto che sia stabilito in uno Stato membro o al di fuori dell’Unione europea. Il fabbricante deve collaborare con le autorità nazionali competenti per la vigilanza del mercato qualora un prodotto presenti un rischio o non sia conforme.

     Gli operatori commerciali

    RAPPRESENTANTE AUTORIZZATO (MANDATARIO) A prescindere dal fatto che sia stabilito o no nell’UE, il fabbricante può nominare un rappresentante autorizzato nell’Unione che agisca per suo conto per svolgere determinati compiti.

    IMPORTATORE L’importatore è una persona fisica o giuridica stabilita nell’Unione che immette sul mercato dell’UE un prodotto originario di un paese terzo. I suoi obblighi si basano sugli obblighi del fabbricante.

    DISTRIBUTORE Il distributore è una persona fisica o giuridica nella catena di fornitura, diversa dal fabbricante o dall’importatore, che mette a disposizione sul mercato un prodotto. I distributori sono soggetti a obblighi specifici e svolgono un ruolo chiave nel contesto della vigilanza del mercato.

    COMPITI DEL FABBRICANTE -Art. 6 D. L.vo 5/2016

    Obblighi dei fabbricanti 1. All’atto dell’immissione dei loro prodotti sul mercato, i fabbricanti garantiscono che siano stati progettati e fabbricati conformemente ai requisiti di cui all’articolo 4, comma 1, e all’allegato II del decreto legislativo n. 171 del 2005 come sostituito dall’allegato I del presente decreto. 2. I fabbricanti preparano la documentazione tecnica conformemente all’articolo 24 ed eseguono, o fanno eseguire, la procedura di valutazione della conformita’ applicabile conformemente agli articoli da 18 a 21 e all’articolo 23. Qualora la conformita’ di un prodotto ai requisiti applicabili sia stata dimostrata da tale procedura, i fabbricanti redigono una dichiarazione ai sensi dell’articolo 14 e attribuiscono e appongono la marcatura CE secondo quanto previsto agli articoli 16 e 17. 3. I fabbricanti conservano la documentazione tecnica e una copia della dichiarazione di cui all’articolo 14 per un periodo di dieci anni dalla data in cui il prodotto è stato immesso sul mercato. 4. I fabbricanti garantiscono che siano predisposte le procedure necessarie affinché’ la produzione in serie continui a essere conforme. Si tiene debitamente conto delle modifiche della progettazione o delle caratteristiche del prodotto nonché’ delle modifiche delle norme armonizzate in riferimento a cui è dichiarata la conformita’ di un prodotto. Ove ritenuto opportuno alla luce dei rischi presentati da un prodotto, i fabbricanti, per proteggere la salute e la sicurezza dei consumatori, eseguono prove a campione dei prodotti messi a disposizione sul mercato, esaminano i reclami e, se necessario, tengono un registro dei reclami, dei prodotti non conformi e dei richiami di prodotti e informano i distributori di tale monitoraggio. 5. I fabbricanti garantiscono che i loro prodotti rechino un numero di tipo, di lotto o di serie o qualsiasi altro elemento che ne consenta l’identificazione, oppure, qualora le dimensioni o la natura dei componenti non lo consentano, a che le informazioni prescritte siano fornite sull’imballaggio o in un documento di accompagnamento del prodotto.

    Art. 6 D. L.vo 5/2016
    6. I fabbricanti indicano il loro nome, la loro denominazione commerciale registrata o il loro marchio registrato e l’indirizzo al quale possono essere contattati sul prodotto oppure, ove ciò non sia possibile, sull’imballaggio o in un documento di accompagnamento del prodotto. L’indirizzo indica un unico punto in cui il fabbricante può essere contattato. 7. I fabbricanti provvedono a che il prodotto sia accompagnato da istruzioni e informazioni sulla sicurezza nel manuale del proprietario in una o più lingue che possono essere facilmente comprese dai consumatori e dagli altri utilizzatori finali. 8. I fabbricanti che ritengono o hanno motivo di credere che un prodotto che hanno immesso sul mercato non sia conforme al presente decreto, adottano immediatamente le misure correttive necessarie per rendere conforme tale prodotto o, se del caso, per ritirarlo o richiamarlo. Inoltre, qualora il prodotto presenti un rischio, i fabbricanti ne informano immediatamente le competenti autorità nazionali degli Stati membri in cui hanno messo a disposizione il prodotto, fornendo in particolare i dettagli relativi alla non conformita’ e a qualsiasi misura correttiva adottata. 9. I fabbricanti, a seguito di una richiesta motivata di un’autorità nazionale competente, forniscono a quest’ultima tutte le informazioni e la documentazione necessarie per dimostrare la conformita’ del prodotto in una lingua che può essere facilmente compresa da tale autorità. Essi cooperano con tale autorità, su sua richiesta, a qualsiasi azione intrapresa per eliminare i rischi presentati dai prodotti che hanno immesso sul mercato.

    Ruolo del Rappresentante autorizzato (Mandatario)- Art. 7 D. L.vo 5/2016
    1. Un fabbricante può, mediante mandato scritto, nominare un rappresentante autorizzato. 2. Gli obblighi di cui all’articolo 6, comma 1, e l’elaborazione della documentazione tecnica non rientrano nel mandato del rappresentante autorizzato. 3. Il rappresentante autorizzato esegue i compiti specificati nel mandato ricevuto dal fabbricante. Il mandato consente al rappresentante autorizzato almeno: a) di tenere a disposizione delle autorità nazionali di vigilanza una copia della dichiarazione di cui all’articolo 14 e la documentazione tecnica per dieci anni dalla data in cui il prodotto è stato immesso sul mercato; b) a seguito di una richiesta motivata di un’autorità nazionale competente, di fornire a quest’ultima tutte le informazioni e la documentazione necessarie per dimostrare la conformita’ di un prodotto; c) di cooperare con le autorità nazionali competenti, su loro richiesta, a qualsiasi azione intrapresa per eliminare i rischi presentati dai prodotti che rientrano nel suo mandato.

    Obblighi dell’importatore -Art. 8 D. L.vo 5/2016
    1. Gli importatori immettono sul mercato dell’Unione europea solo prodotti conformi. 2. Prima di immettere un prodotto sul mercato, gli importatori si accertano che il fabbricante abbia eseguito l’appropriata procedura di valutazione della conformita’. Essi si assicurano che il fabbricante abbia elaborato la documentazione tecnica, che il prodotto rechi la marcatura CE di cui all’articolo 15 e sia corredato dei documenti necessari conformemente all’articolo 14 e all’allegato II, parte A, punto 2.5, parte B, punto 4, parte C, punto 2, del decreto legislativo n. 171 del 2005 come sostituito dall’allegato I del presente decreto e che il fabbricante abbia rispettato le prescrizioni di cui all’articolo 6, commi 5 e 6. Qualora l’importatore ritiene o ha motivo di credere che un prodotto non sia conforme ai requisiti di cui all’articolo 4, comma 1, e all’allegato II del decreto legislativo n. 171 del 2005 come sostituito dall’allegato I del presente decreto, non immette il prodotto sul mercato finche’ non sia stato reso conforme. Inoltre, qualora il prodotto presenti un rischio, l’importatore ne informa il fabbricante e le autorità di vigilanza del mercato. 3. Gli importatori indicano sul prodotto oppure, ove ciò non sia possibile nel caso di componenti, sull’imballaggio o in un documento che accompagna il prodotto il loro nome, la loro denominazione commerciale registrata o il loro marchio registrato e l’indirizzo al quale possono essere contattati. 4. Gli importatori assicurano che il prodotto sia accompagnato da istruzioni e informazioni sulla sicurezza nel manuale del proprietario in una o più lingue che possono essere facilmente comprese dai consumatori e dagli altri utilizzatori finali. 5. Gli importatori garantiscono che, mentre un prodotto è sotto la loro responsabilità, le condizioni di immagazzinamento o di trasporto non ne mettano a rischio la conformita’ ai requisiti di cui all’articolo 4, comma 1, e all’allegato II del decreto legislativo n. 171 del 2005 come sostituito dall’allegato I del presente decreto. 6. Ove ritenuto opportuno alla luce dei rischi presentati da un prodotto, gli importatori, per proteggere la salute e la sicurezza dei consumatori, eseguono prove a campione dei prodotti messi a disposizione sul mercato, esaminano i reclami e, se necessario, tengono un registro dei reclami, dei prodotti non conformi e dei richiami di prodotti e informano i distributori di tale monitoraggio.

    Obblighi del distributore – Art. 9 D. L.vo 5/2016

    1. Quando mettono un prodotto a disposizione sul mercato, i distributori agiscono con la dovuta diligenza in relazione alle prescrizioni del presente decreto. 2. Prima di mettere un prodotto a disposizione sul mercato, i distributori verificano che il prodotto rechi la marcatura CE di cui all’articolo 15, che sia accompagnato dai documenti di cui all’articolo 6, comma 7, all’articolo 14, all’allegato II, parte A, punto 2.5, parte B, punto 4, parte C, punto 2, del decreto legislativo n. 171 del 2005 come sostituito dall’allegato I del presente decreto nonché’ da istruzioni e informazioni sulla sicurezza in una o più lingue che possono essere facilmente comprese dai consumatori e dagli altri utilizzatori finali nello Stato membro in cui il prodotto deve essere messo a disposizione sul mercato e che il fabbricante e l’importatore abbiano rispettato le prescrizioni di cui all’articolo 6, commi 5 e 6, e all’articolo 8, comma 3. Se il distributore ritiene o ha motivo di credere che un prodotto non sia conforme ai requisiti di cui all’articolo 4, comma 1 e all’allegato II del decreto legislativo n. 171 del 2005 come sostituito dall’allegato I del presente decreto, non mette il prodotto a disposizione sul mercato finche’ non sia stato reso conforme. Inoltre, qualora il prodotto presenti un rischio, il distributore ne informa il fabbricante o l’importatore e le autorità di vigilanza del mercato. 3. I distributori garantiscono che, mentre un prodotto è sotto la loro responsabilità, le condizioni di immagazzinamento o di trasporto non mettano a rischio la conformita’ ai requisiti di cui all’articolo 4, comma 1, e all’allegato II del decreto legislativo n. 171 del 2005 come sostituito dall’allegato I del presente decreto. 4. I distributori che ritengono o hanno motivo di credere che un prodotto che hanno messo a disposizione sul mercato non sia conforme al presente decreto, si assicurano che siano adottate le misure correttive necessarie per rendere conforme tale prodotto o, se del caso, per ritirarlo o richiamarlo. Inoltre, qualora il prodotto presenti un rischio, i distributori ne informano immediatamente le competenti autorità di vigilanza di cui all’articolo 39 del presente decreto, fornendo in particolare i dettagli relativi alla non conformita’ e a qualsiasi misura correttiva adottata. 5. I distributori, a seguito di una richiesta motivata di un’autorità nazionale competente, forniscono a quest’ultima tutte le informazioni e la documentazione necessarie per dimostrare la conformita’ del prodotto. Essi cooperano con tale autorità, su sua richiesta, a qualsiasi azione intrapresa per eliminare i rischi presentati dai prodotti che hanno messo a disposizione sul mercato.

    Casi in cui gli obblighi dei fabbricanti si applicano agli importatori ed ai distributori – Art. 10 D. L.vo 5/2016

    1. Un importatore o un distributore che immette un prodotto sul mercato con il proprio nome o marchio commerciale, oppure modifica un prodotto già immesso sul mercato in modo tale da poterne influenzare la conformità ai requisiti di cui al presente decreto, è considerato un fabbricante ai fini del presente decreto ed è soggetto agli obblighi del fabbricante di cui all’articolo 6.  

    IMPORTATORE PRIVATO  (post-costruzione) – Art. 10 D. L.vo 5/2016

    1. Se il fabbricante non ottempera alle responsabilità ai fini della conformita’ del prodotto al presente decreto, un importatore privato, prima di mettere il prodotto in servizio, si accerta che esso sia stato progettato e fabbricato conformemente ai requisiti di cui all’articolo 4, comma 1, e all’allegato II del decreto legislativo n. 171 del 2005 come sostituito dall’allegato I del presente decreto e assolve o fa assolvere gli obblighi del fabbricante di cui all’articolo 6, commi 2, 3, 7 e 9. 2. Se la documentazione tecnica necessaria non è resa disponibile da parte del fabbricante, l’importatore privato la fa elaborare ricorrendo a competenze adeguate. 3. L’importatore privato provvede affinché’ il nome e l’indirizzo dell’organismo notificato che ha effettuato la valutazione della conformita’ del prodotto siano indicati sul prodotto.

    Dichiarazione di conformità UE – (fac-simile)

    1. La dichiarazione di conformita’ UE attesta che è stato dimostrato il rispetto dei requisiti specificati all’articolo 4, comma 1, e all’allegato II del decreto legislativo n. 171 del 2005 come sostituito dall’allegato I del presente decreto o di quelli di cui all’articolo 5, comma 4, lettere b) o c). 2. La dichiarazione di conformita’ UE ha la struttura del modello di cui all’allegato VIII del decreto legislativo n. 171 del 2005 come sostituito dall’allegato XIV del presente decreto, contiene gli elementi specificati nei pertinenti moduli stabiliti agli allegati III, IV, V, VI, VII, VIII, IX, X, XI, XII e XVII del presente decreto, e successive modificazioni disposte in sede comunitaria ed è continuamente aggiornata. Essa è tradotta nella lingua o nelle lingue richieste dallo Stato membro sul cui mercato il prodotto è messo a disposizione o messo in servizio. 3. Redigendo la dichiarazione di conformita’ UE, il fabbricante, l’importatore privato o la persona che adatta il motore di cui all’articolo 5, comma 4, lettere b) e c), si assume la responsabilità della conformita’ del prodotto. 4. La dichiarazione di conformita’ UE di cui al comma 3 accompagna i seguenti prodotti quando sono messi a disposizione sul mercato o messi in servizio: a) unità da diporto; b) componenti immessi sul mercato separatamente; c) motori di propulsione. 5. La dichiarazione del fabbricante o dell’importatore di cui all’allegato XV per le unità da diporto parzialmente completate contiene gli elementi specificati in tale allegato e accompagna le unità da diporto parzialmente completate. Essa è tradotta nella lingua o nelle lingue richieste dallo Stato membro sul cui mercato il prodotto è messo a disposizione.

    REQUISITI  DI RINTRACCIABILITÀ

    I requisiti di rintracciabilità  permettono  di ricostruire la storia del prodotto e contribuiscono  alla vigilanza  del mercato. Essi consentono alle autorità di vigilanza  del mercato di individuare gli operatori economici responsabili e di ottenere la prova della conformità del prodotto.

    I requisiti di rintracciabilità comprendono l’etichettatura del prodotto e l’identificazione degli operatori economici nella catena di distribuzione.

    PERCHÉ LA RINTRACCIABILITÀ È IMPORTANTE?

    Per rintracciabilità si intende la possibilità di ricostruire la storia del prodotto.

    Dal punto di vista dell’autorità di regolamentazione, la rintracciabilità è importante perché consente un’azione efficace di vigilanza del mercato attraverso misure correttive quali ritiri e richiami, offrendo la possibilità di rintracciare i prodotti non sicuri o non conformi risalendo la catena di distribuzione e di individuare i ruoli e le responsabilità dell’operatore economico lungo tutta la catena.

    La rintracciabilità consente alle autorità di vigilanza del mercato di rintracciare i prodotti fino al cancello della fabbrica e in certi casi dalla fabbrica all’utilizzatore finale. Dal punto di vista del fabbricante, la rintracciabilità è importante perché consente un controllo efficace del processo di produzione e dei fornitori prima della commercializzazione dei prodotti, nonché il controllo della catena di distribuzione dopo l’immissione dei prodotti sul mercato. In caso di non conformità, i fabbricanti possono ridurre l’impatto dei richiami o dei ritiri a seconda del grado di dettaglio del loro sistema di rintracciabilità.

    FAQ

    Che cosa indica la marcatura CE su un prodotto?

    Un prodotto recante la marcatura CE è sempre fabbricato nell’UE?

    Tutti i prodotti recanti la marcatura CE sono sottoposti a prove e approvati dalle autorità?

    In quanto fabbricante, sono autorizzato ad apporre la marcatura CE sui miei prodotti?

    Dove si deve apporre la marcatura CE?

    Che cos’è la dichiarazione di conformità del fabbricante?

    La marcatura CE è obbligatoria? E in tal caso, per quali prodotti?

    Qual è la differenza tra la marcatura CE e altri marchi? È consentito apporre altri marchi su un prodotto recante la marcatura CE?

    Chi vigila sull’uso corretto della marcatura CE?